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Sat07Dec200213:00
Basta e-mail spazzatura: il garante corre ai ripari
Si calcola che presto i 300 milioni di utenti di Internet potrebbero ricevere 60 e-mail commerciali al giorno grazie a nuovi sistemi di invio di posta elettronica di cui molte aziende si doteranno. Una fastidiosa valanga di messaggi, una spazzatura elettronica di cui sarà difficile liberarsi. Infatti, spesso rispondendo ai messaggi di posta indesiderata con l'invito a cancellare il proprio indirizzo si ottiene soltanto l'invio di altri ostinati messaggi. I link che dovrebbero servire per ottenere la cancellazione a volte sono fittizi e non portano da nessuna parte. Si chiama spamming questo uso delle e-mail ed è spesso la conseguenza di un abuso dei dati personali.

Sono molte le strategie di marketing che vedono l'utente come obiettivo da colpire, bersaglio da centrare, c'è anche chi utilizza i cookies e i web bugs, nomi conosciuti da chi naviga in Rete, trappole informatiche per catturare notizie sui visitatori di siti, per carpire dati su potenziali consumatori.
Sul tema della privacy, delle garanzie per i cittadini e le opportunità per le imprese si discuterà oggi e domani in un convegno internazionale organizzato dal Garante per la privacy. "Privacy, da costo a risorsa" è il titolo della conferenza durante la quale si tenterà di studiare i modi per cambiare rotta: vedere nel rispetto della privacy non un ostacolo alla libera iniziativa ma una risorsa in un mercato dove conquista del cliente e rispetto del consumatore siano compatibili.

Discutono studiosi come Amitai Etzioni, Robert Gellman, Spiros Simitis, interviene Marc Rotenberg che si batte da anni negli Stati Uniti per la difesa dei diritti delle persone e Cliff Stearns, presidente del comitato americano per la tutela dei consumatori. Partecipano il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri e il ministro per le attività Produttive Antonio Marzano.

Sistemi di controllo e strategia di difesa: da un monitoraggio dei siti web italiani, realizzato dal Garante, risulta che su 653.449 siti presi in considerazione sono risultati attivi 441.447, tra questi il 13 per cento utilizza i cookies - file trasmessi dal sito per registrare informazioni sull'utente che lo visita - e circa il 7 per cento i web bugs, un'immagine grafica mimetizzata sullo sfondo della pagina per monitorare la lettura da parte dell'utente. Una "profilazione di massa" dell'utenza web più volte criticata in sede europea.

Va comunque detto che negli Stati Uniti il fenomeno spamming è in declino, si sta facendo strada una controcultura dell'e-marketing basata sul concetto di "marketing su autorizzazione", l'alternativa è istituire canali di comunicazione con i consumatori su base volontaria passando ad un rapporto basato sulla fiducia. La privacy potrebbe diventare allora un valore aggiunto dell'economia, una risorsa per imprese che offrono tra i loro prodotti anche la tutela del consumatore. Le aziende più attente stanno già cambiando rotta, del resto un sondaggio realizzato negli Stati Uniti aveva rivelato che la cosa che più temono i consumatori (75 per cento) è che le società di cui sono clienti forniscano i propri dati senza autorizzazione.La Repubblica



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