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Tue21Jul200915:30
Investimenti italiani in Marocco, prospettive
Il Marocco continua a stare sotto le luci dei riflettori per quanto riguarda gli investimenti europei e, in particolare, quelli italiani. Lo rende noto l’AISE.

Dal 9 luglio, la città di Marrakech sta infatti accogliendo una delegazione di imprenditori italiani in cerca di opportunità di affari sul mercato marocchino. Queste imprese sono venute in Marocco dietro l’iniziativa del Gruppo Rahal e dell’associazione di imprese italiane "Italian Company group"."Nel contesto economico attuale, sembrava opportuno attirare degli investimenti stranieri, soprattutto italiani, principalmente orientati verso la Tunisia, la Turchia e i Paesi dell’Est", ha sottolineato Karim Rahal, presidente del gruppo omonimo.

Molti incontri sono stati dunque organizzati al fine di presentare l’offerta marocchina nel settore agroalimentare, tessile, delle costruzioni, della meccanica.Sul fronte del turismo, il Gruppo Rahal, già presente nel settore, ha manifestato l’intenzione di allargare la propria posizione al turismo medicale, settore ancora poco sviluppato nel Paese, in partenariato con investitori italiani. Alcuni di questi progetti, in base alle stime di Rahal, dovrebbero concretizzarsi a breve. Stando a quanto indica la Camera di commercio italiana in Marocco, l’Italia si presenta oggi come il terzo fornitore del Marocco (escludendo però il settore del petrolio).

Nel 2008 la penisola ha infatti esportato circa 1,7 miliardi di euro di merci verso il Paese nordafricano e ha importato per circa 600 milioni di euro, soprattutto nel settore alimentare e dell’abbigliamento. Per l’Italia, vi sarebbero dunque varie possibilità di estendere i rapporti commerciali con il Marocco, considerando anche la crescita economica del Regno; ma al tempo stesso sussiste un freno: la cattiva conoscenza del mercato marocchino.

È quanto sostiene Karim Rahal che, in base alle interviste avute con gli operatori italiani, stima che quasi l’80% di loro non ha dimestichezza con il mercato marocchino. Abdelali Berada, membro della commissione PMI della Confindustria marocchina, giustifica questa carenza di informazione col fatto che "l’Italia, fino a cinque anni fa, non rientrava tra le priorità del Marocco".

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