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Sono ancora il 38% dei siti web di viaggi in tutta Europa ad essere fuori norma per quel che riguarda la tutela del consumatore. E questo dopo una forte pressione delle autorita' nazionali che sono riuscite a restringere il campo rispetto ai 328 siti su 552 inizialmente controllati nel 2013 e definiti 'irregolari'. 
E' questo uno dei risultati di una indagine coordinata dalla Commissione europea ed eseguita, in contemporanea, dalle autorita' nazionali incaricate di far rispettare la normativa in base alle disposizioni del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori. I siti conformi alle norme Ue dunque, sono attualmente il 62% mentre il restante 38% deve "attendersi di essere oggetto di ulteriori provvedimenti, visto che le autorita' europee continuano ad operare per garantire che i diritti dei consumatori siano pienamente rispettati", si legge nell'indagine. "Tra gli utenti di Internet nell'Unione europea, uno su tre prenota i suoi viaggi e i suoi soggiorni online. Occorre fare si' che tali prenotazioni siano sicure e affidabili. on saro' soddisfatto fino a che i diritti dei consumatori non saranno rispettati pienamente e cerchero' di utilizzare le strutture esistenti per raggiungere questo obiettivo", ha dichiarato Neven Mimica, Commissario Ue per la politica dei consumatori.
I controlli effettuati sui siti web hanno verificato se le informazioni sulle caratteristiche principali dei servizi fossero facilmente accessibili, se il prezzo fosse indicato tempestivamente e se fosse comprensivo dei supplementi opzionali. E' stata verificata inoltre la presenza o meno di indirizzi di posta elettronica ai quali rivolgersi per domande e reclami e se prima dell'acquisto fossero consultabili i termini e le condizioni, scritte in modo semplice e chiaro. Condizioni, queste, che venivano sostanzialmente evase. Tra le 'infrazioni': il 30% dei siti esaminati, 162, infatti non fornivano informazioni sull'indirizzo di posta elettronica, che privava i consumatori di un efficace canale di comunicazione; il 28% , 157 siti, non presentavano istruzioni chiare su come presentare un reclamo;il 24% , circa 133, non prevedeva come facoltativi alcuni supplementi opzionali a pagamento, come le commissioni sui bagagli, i premi assicurativi o l'imbarco prioritario; il 20% dei siti non indicava immediatamente il prezzo totale del servizio. L'indagine a tappeto sui servizi nel settore dei viaggi si e' svolta in 27 Stati membri dell'UE1, in Norvegia e in Islanda nel giugno del 2013. La "fase applicativa" e' tuttora in corso. Si tratta della 7a indagine a tappeto dal 2007. Il ricorso all'on line a fine turistici, d'altra parte in Ue e' in crescita: nel 2012, il 32% dei consumatori europei con accesso ad Internet ha prenotato tramite web biglietti aerei o soggiorni in albergo. I viaggi e il turismo, considerati anche i settori connessi, contribuiscono per circa il 10% al PIL dell'UE. Nel 2011 i cittadini europei hanno effettuato piu' di 1 miliardo di viaggi a fini turistici, di cui circa l'80% all'interno dell'UE. 


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