QUESTI SITO USA I COOKIES E TECNOLOGIE SIMILARI (vedi dettagli)

Se non cambi la configurazione del browser, sei d'accordo. 

In Italia la presenza in rete delle banche è cresciuta rapidamente: dalle rilevazioni CIPA risulta che già nel 1998 la metà delle banche disponeva di un sito web (almeno di vetrina); la percentuale è salita al 74% alla fine del 1999, all' 89% nel 2000 e nel 2001 dovrebbe aver raggiunto il 94%.

Grafico 3.1
Banche on line dal 1995 al 2001
Dati : http://www.portalino.it/banks/2001.htm



Già nel 1996 tutte le banche più importanti iniziano a pubblicare il proprio sito, fatta qualche eccezione, come Banca d’Italia che, bloccata da un hacker, ha aspettato fino al 1998.

Nei primi tempi i siti presentano grosse limitazioni sia al livello grafico che operativo, per ragioni principalmente legate a limiti tecnologici.

Con l’introduzione di Microsoft Explorer e l’arrivo delle tabelle anche l’impaginazione e la grafica acquistano la loro importanza.

Il ’96 vede la comparsa degli indirizzi e-mail e dei primi form interattivi di richieste, prenotazioni e simulazioni per permettere un dialogo diretto banca-cliente; si cominciano ad utilizzare i banner ed i cookies.

Siamo ancora nella fase iniziale di uso della rete come canale promozionale, ma i contenuti proposti risultano molto vari: ci sono siti molto semplici, costituiti dalla sola home page contenente poche informazioni (come l’indirizzo della sede e il numero telefonico di riferimento), ma anche altri estremamente complessi composti da migliaia di pagine.

Bisogna aspettare fino al 1998 per avere i primi veri servizi di home e corporate banking su internet ed entrare nella seconda fase di evoluzione dei siti bancari, quella operativa.

Il 1999 è rappresentato dal boom del trading on line: è l’anno in cui molti titoli tecnologici italiani iniziano a subire costanti rialzi ed in molti decidono di abbandonare gli strumenti di investimento tradizionali, sicuri ma di scarso rendimento, e si dirigono verso il mercato borsistico, approfittando dei nuovi servizi online che offrono consulenza attraverso newsletter e mailing list finanziarie. Per le banche italiane il trading inizia, quindi, a rappresentare una commodity, un obbligo, se non si vogliono perdere clienti ed investimenti.

A partire dal 2000 si è mostrato sempre più interesse per l’integrazione dei servizi Internet con nuovi canali, per il momento complementari, come i cellulari e la TV interattiva.

Col nuovo millennio, le banche hanno iniziato a ripensare seriamente il proprio ruolo nello scenario del commercio elettronico e ad impegnarsi nell’organizzazione di servizi a vantaggio delle imprese e dei consumatori. I pagamenti in rete, infatti, possono essere effettuati sia attraverso i tradizionali sistemi di pagamento (per es.contrassegno, bonifico bancario..) sia attraverso strumenti di pagamento elettronico (carte di credito, di debito e smart card) sia con i circuiti di denaro virtuale (e/o forme di autorizzazione, assegni e fatture virtuali o carte prepagate). Ma, mentre per la singola impresa la gestione dei servizi per i vari tipi di pagamento si presenta esageratamente onerosa, le banche hanno iniziato a capire che possono offrire delle piattaforme d’incontro offerta-domanda e servizi logistici integrati, e che devono sfruttare tale opportunità e scongiurare il rischio che altre società, esterne al settore, ne approfittino per entrare nel mercato e minare il loro ruolo ormai precario di intermediari. I siti stanno diventando (almeno nelle promesse) sempre più completi e ricchi di informazioni e di servizi (anche non strettamente bancari) ed iniziano ad assumere sempre più le caratteristiche di siti-portale. Bisogna però distinguere tra le promesse di servizi innovativi e le reali potenzialità e funzionalità messe a disposizione degli utenti. Siamo ancora lontani dalla terza fase evolutiva, già da tempo iniziata all’estero, e cioè quella della personalizzazione dei servizi offerti, in un’ottica di marketing one-to-one.

tratto dalla tesi della dott.ssa Alessia ALBERTI
WWW.BANCHE.IT
IL MARKETING DEGLI ISTITUTI DI CREDITO ON-LINE
Università degli studi di Macerata - Interfacoltà
Corso di laurea in Scienze della Comunicazione - Tesi in Marketing
Macerata, 2003



Partita Iva: IT01123460329 // mail legalizzata: mmasistemisrl@pec.it