QUESTI SITO USA I COOKIES E TECNOLOGIE SIMILARI (vedi dettagli)

Se non cambi la configurazione del browser, sei d'accordo. 

Non è facile valutare in termini precisi e quantitativi le conseguenze, favorevoli e non, che derivano dall’introduzione delle tecnologie dell’informazione per la produzione e distribuzione dei servizi bancari; esse hanno per lo più carattere intangibile in quanto legate più alla qualità che non alla quantità del lavoro svolto, con un miglioramento sia nell’efficienza sia (e soprattutto) nell’efficacia dello stesso.

Bracchi propone di valutare la distribuzione dei servizi finanziari via Internet in base a tre categorie di costi e di benefici e cioè: quelli quantificabili in termini monetari, quelli parzialmente monetizzabili ma quantificabili in altro modo, (ad es. in termini di tempo), infine quelli non direttamente quantificabili. Inoltre distingue tra costi iniziali di investimento e costi successivi di gestione (o spese operative).

Attraverso la disamina di questi elementi è possibile valutare, in maniera abbastanza accurata, come il valore aggiunto, generato dall’uso dei canali virtuali, si ridistribuisce nel tempo lungo la catena del valore, i cui attori sono il fornitore della tecnologia, l’intermediario finanziario ed il cliente (fig. 3.1). Noi ci concentreremo soprattutto sugli ultimi due soggetti.


Figura 3.1
Modello di riferimento della catena del valore
Fonte: Bracchi G., Francalanci C., Giorgino M., op. cit., pag.123


tratto dalla tesi della dott.ssa Alessia ALBERTI
WWW.BANCHE.IT
IL MARKETING DEGLI ISTITUTI DI CREDITO ON-LINE
Università degli studi di Macerata - Interfacoltà
Corso di laurea in Scienze della Comunicazione - Tesi in Marketing
Macerata, 2003



Partita Iva: IT01123460329 // mail legalizzata: mmasistemisrl@pec.it