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COS'E' E COME FUNZIONA

La Posta elettronica certificata (PEC) e' un sistema di posta elettronica che prevede venga fornita al mittente documentazione elettronica, con valenza legale, certificante l'invio e la consegna di documenti informatici.

Il gestore/server di posta elettronica certificata del mittente rilascia a questi una ricevuta di accettazione che costituisce prova dell'invio del messaggio. Il gestore/server del destinatario invia al mittente, invece, la ricevuta dell'avvenuta consegna del messaggio nella casella di posta elettronica del destinatario stesso. Non ha rilevanza l'eventuale mancata apertura/lettura del messaggio da parte del destinatario, cosi' come non ne ha, con la raccomandata cartacea, la non apertura della busta dopo la consegna da parte del postino (o il ritiro presso l'ufficio postale).

Le ricevute rilasciate dai gestori/server sono da questi firmate con firma elettronica avanzata (articolo 1, comma 1, lettera dd), del DPR 445/2000), generata automaticamente. Anche la "bustina" che contiene e trasporta il messaggio e' firmata allo stesso modo, allo scopo di garantire l'autenticita' dello stesso. Sui messaggi il gestore/server appone anche la data e l'ora.

Non e' invece richiesta alcuna firma digitale da parte del mittente, sull'identita' del quale garantisce il sistema PEC attraverso i gestori/server.

La PEC ha lo stesso valore di una raccomandata a/r cartacea e puo' essere utilizzata per le notifiche degli atti in modo equivalente alla notifica a mezzo posta. Cio', ovviamente, a condizione che sia il mittente che il destinatario posseggano indirizzi PEC e che l'invio avvenga attraverso di essi.

E' interessante rilevare che, per legge, il documento informatico trasmesso per via telematica si intende spedito dal mittente se inviato al proprio gestore (server), e si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all'indirizzo elettronico da questi dichiarato, nella casella di posta elettronica del destinatario messa a disposizione dal gestore (server).

Quando il messaggio non risulta consegnabile il gestore/server informa il mittente di tale mancata consegna entro 24 ore dall'invio.
Se il gestore/server del mittente rileva virus, il messaggio non viene accettato e il mittente viene subito avvisato. Se un virus viene invece rilevato dal gestore/server del destinatario, il messaggio viene bloccato e non consegnato nella casella postale, con tempestivo avviso al mittente attraverso il suo gestore/server. In ambedue i casi i gestori/server devono comunque conservare i messaggi per 30 mesi.

Se il mittente invece smarrisce la ricevuta di ritorno, la traccia informatica delle operazioni svolte ne consente la riproduzione. Tale traccia deve essere conservata dai gestori/server mittenti per 30 mesi.

La PEC puo' essere utilizzata con qualsiasi programma di posta elettonica (Outlook, Eudora, etc.) o in abbinamento a qualsiasi browser (Explorer, Firefox, Mozzilla, etc.). L'indirizzo PEC sara' pero' diverso da quello di normale posta elettronica eventualmente gia' posseduto.
 
OPERATIVITA': LE TAPPE DI LEGGE

- Dall'Agosto 2006 tutti gli uffici della pubblica amministrazione (comprese le Regioni e gli enti locali) si sono dotati di PEC e dal Novembre 2008 devono utilizzarla per qualsiasi comunicazione a propri dipendenti o ad altre pubbliche amministrazioni (d.lgs. 82/2005 art.47 e dl 185/08 art.16bis).

- Dal 30/6/2009 le amministrazioni pubbliche che hanno un sito devono pubblicarvi, in home page, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (d.lgs.82/2005 art.54).

- Dal 29/11/2008 tutte le nuove imprese che si costituiscono in forma societaria sono tenute a dotarsi di un proprio indirizzo di PEC e ad indicare lo stesso nella domanda di iscrizione al registro imprese (dl 185/08 art.16).

- Entro il 29/11/2011 tutte le imprese gia' costituite in forma societaria alla data del 29/11/08 devono dotarsi di un 'indirizzo di PEC, comunicandolo al registro delle imprese (dl 185/08 art.16).

- Entro il 29/11/2009 tutti i professionisti iscritti in albi ed elenchi dovranno munirsi di un indirizzo di PEC, comunicandolo al proprio ordine (dl 185/08 art.16).
- Qualsiasi cittadino che ne faccia richiesta puo' ottenere gratuitamente un indirizzo di PEC ("Pec al cittadino", d.lgs.185/08 art.16 bis e DPCM 6/5/2009, vedi piu' avanti).
 
LA PEC AL PRIVATO CITTADINO

Come abbiamo gia' visto, ad oggi sono dotati di PEC gli uffici della pubblica amministrazione per le comunicazioni tra di loro e con i propri dipendenti nonche' molte societa' e liberi professionisti.
Per quanto riguarda il privato cittadino la questione e' in pieno sviluppo, piuttosto complessa e ancora da "rodare". Quel che e' bene sapere fin da subito e' che per il privato cittadino dotarsi di un indirizzo PEC ed utilizzarlo non e' obbligatorio ma rappresenta solo una facolta'.
 
Questo, attualmente, il quadro:

Gia' da oggi qualunque cittadino puo' rivolgersi ad uno dei "gestori certificati" autorizzati dal CNIPA (centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione) ed iscritti nell'elenco pubblico gestito da questo organo (clicca qui).

I gestori suddetti possono essere aziende private o pubbliche amministrazioni (enti statali, regioni, province, etc.), e per ognuna di esse il CNIPA svolge attente verifiche in termini di organizzazione, sicurezza e capacita' tecniche. I gestori di PEC sono distinti da quelli della normale posta elettronica, anche se in qualche caso possono coincidere (vedi per esempio Fastweb). Gli indirizzi di posta elettronica certificata sono comunque diversi da quelli della normale posta elettronica eventualmente posseduti.

L'apertura di una casella PEC on uno dei suddetti gestori "certificati" avviene sottoscrivendo un contratto, dopo aver esaminato le caratteristiche delle varie offerte di quel gestore e aver scelto quella piu' adatta al nostro caso. I gestori devono obbligatoriamente mettere a disposizione un manuale operativo che definisce i servizi forniti (si possono chiedere singole caselle di posta o un intero dominio, oltre ad altri servizi) e i costi.

La sottoscrizione, infatti, non e' gratuita, pur se in questa fase -definibile "di lancio"- si possono trovare diverse offerte a costi moderati. Quel che conta e che va ben esaminato e' il contratto.

Gli indirizzi di PEC cosi' ottenuti sono utilizzabili per comunicare con qualsiasi "controparte" che sia munita di indirizzo PEC, dalle pubbliche amministrazioni (per invio e ricezione di pratiche e certificati, contestazione multe, etc.), alle aziende erogatrici di servizi come banche, assicurazioni, etc. (per inviare comunicazioni formali, contestazioni, etc.). In generale, benche' la comunicazione con la PEC sia tipicamente riservata ai casi dove e' necessario dare valenza giuridica ad un invio (come avviene con le raccomandate a/r), nulla impedisce al cittadino di utilizzarla anche per invii non formali, benche' per questi casi sarebbe opportuno utilizzare altre vie.

Nelle comunicazioni con la pubblica amministrazione e' il cittadino a chiedere che venga utilizzato il proprio indirizzo PEC (o a dare autorizzazione perche' venga usato). Tale indirizzo viene quindi assegnato al singolo procedimento, e puo' essere, sempre in riferimento ad esso, revocato o modificato.
 
Un punto importante da chiarire.

La legge prevede delle limitazioni d'uso per gli indirizzi PEC rilasciati al cittadino dalle pubbliche amministrazioni inserite nell'elenco gia' detto (enti statali, regioni, province, etc.).

Questi indirizzi, infatti, possono essere utilizzati esclusivamente per comunicazioni tra la stessa pubblica amministrazione e l'utente a cui e' stata rilasciata una casella (art.16 Dpr 68/2005). Essi non possono essere usati, quindi, per comunicare con altri soggetti, pubblici e privati.

In questo quadro si inserisce una sorta di "promozione" del Governo, messa in atto allo scopo di adeguarsi agli standard europei in merito all'informatizzazione delle comunicazioni tra cittadino e pubblica amministrazione.
Piu' specificatamente, nell'ambito del piano del Governo denominato "Piano E-Government 2012" e' previsto che la PEC venga diffusa a piu' cittadini possibile a partire dal 2010, gratuitamente, per le comunicazioni con le pubbliche amministrazioni.

Cio' attraverso un apposito gestore per l'individuazione del quale ci risulta ancora in corso una gara pubblica.
Questo servizio promosso dal governo e' denominato CEC-PAC, ovvero "comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino" o piu' semplicemente "PEC al cittadino".

In realta', gia' da Ottobre 2009 e' possibile sperimentare questo sistema chiedendo un indirizzo PEC gratuito rivolgendosi all'ACI (clicca qui) o all'INPS (clicca qui), grazie ad una convenzione che questi enti hanno sottoscritto con il Ministero della funzione pubblica.
Gli indirizzi attivati con questi enti confluiranno poi nell'archivio "PEC cittadini" al momento in cui il sistema entrera' a regime.
 
Riassumendo....

Per quello che abbiamo potuto appurare dalla normativa fin'ora emanata:

- ad oggi il cittadino privato puo' munirsi di una casella PEC per comunicare con chiunque ne sia analogamente munito rivolgendosi ad uno dei gestori dell'elenco pubblicato sul sito del CNIPA, leggendo il manuale operativo nonche' il contratto da sottoscrivere. Il servizio non e' gratuito;

- da Ottobre 2009 e' possibile aprire un indirizzo PEC gratuito con l'ACI o con l'INPS, utilizzabile esclusivamente per comunicazioni con la pubblica amministrazione. Cio' grazie ad una convenzione che permette di sperimentare il sistema "Pec ai cittadini" promosso dal Governo;

- dal 2010 dovrebbe entrare in regime il sistema "Pec ai cittadini", con fornitura gratuita un indirizzo PEC per comunicare con le pubbliche amministrazioni. Al momento non e' ancora stato individuato il gestore di riferimento. A suo tempo sara' attivato un sito dedicato a questa iniziativa contenente tutte le informazioni operative.
 
RIFERIMENTI NORMATIVI

- Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2009
- Dl 185/2008 divenuto Legge 2/2009, art.16 e 16 bis, modificati dalla legge 69/2009.
- DM 2/11/2005 "Regole tecniche per la formazione, trasmissione, validazione della posta elettronica certificata".
- D.lgs. 82/2005 "Codice dell'amministrazione digitale"modificato, tra gli altri, anche dalla legge 69/2009.
- DPR 68/2005 "Regolamento recante disposizioni per l'utilizzo della posta elettronica certificata".
- Circolari CNIPA: n.49 del 24/11/2005 e n.51 del 7/12/2006



Rita Sabelli - www.aduc.it



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