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Gli aumenti apportati in Grecia all´IVA sui prodotti alimentari di base a partire dal 2015 non sembrano aver prodotto i risultati desiderati: ad affermarlo è un report della Commissione Europea, che mostra come gli introiti per le casse statali siano stati ampiamente inferiori alle previsioni, informa Ekathimerini.

Le entrate aggiuntive prodotte dall´aumento si sono fermate a 200 milioni di euro nel 2015, contro un obbiettivo di 1 miliardo di euro; il gap tra l´ammontare effettivo e i prelievi anticipati è stato 5,08 miliardi euro contro i 4,3 miliardi del 2014.

Il risultato pone la Grecia tra i tre Stati UE dove più negativi sono stati i risultati della raccolta dell´IVA, assieme a Slovacchia e Romania; nel 2015 l´imposta su molti generi alimentari fu portata dal 13 al 23 per cento, mentre venne eliminato lo sconto del 30 per cento praticato a varie isole.

Il report della Commissione Europea afferma che la raccolta dell´IVA sta mostrando qualche segno di ripresa, ma che le perdite continuano ad essere a un livello inaccettabilmente elevato.



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