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In vista del referendum sulla legge che regola le modalità per la realizzazione del secondo binario è intervenuta la stampa finanziaria con un’opinione decisamente negativa sul testo approvato in parlamento, riporta l'ICE.

Pur riconoscendo che la costruzione dell’opera sia necessaria, la testata rileva che gli studi fin qui elaborati sono troppo generici, male predisposti ed impostati soprattutto al raggiungimento degli obiettivi dei gruppi di interesse. I costi, che il governo indica (1 miliardo di euro), sono eccessivi e potrebbero ulteriormente lievitare.

Il progetto sarebbe politico più che infrastrutturale con traguardi ben definiti; inoltre l’opera, sempre secondo i commentatori, non sarebbe costruita per le esigenze del porto di Capodistria, ma degli operatori logistici, in particolare delle Ferrovie slovene. Nel chiedersi su quale base il governo afferma che il progetto potrà creare 9.000 posti di lavoro, gli osservatori sottolineano che qualora fosse realizzato, saranno necessari ulteriori interventi, in primo luogo il miglioramento dell’attuale rete ferroviaria.

Secondo gli ultimi studi (risalenti a due anni fa) occorrerebbero in tal senso altri 700 milioni di euro per migliorare i tratti Poljčane-Slovenska Bistrica e Pragersko-Hodoš, nonché creare un nuovo nodo ferroviario a Lubiana.



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