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Il mercato ancora una volta sembra aver anticipato lo stato di salute dell’economia americana descritto da Greenspan lo scorso venerdì. "Nel breve
Il mercato ancora una volta sembra aver anticipato lo stato di salute dell’economia americana descritto da Greenspan lo scorso venerdì. "Nel breve periodo persistono significativi rischi, ed è prematuro parlare di ripresa economica" afferma Greenspan, ma non esistono dubbi sulle capacità strutturali dell’economia americana, che pur attraversando una fase di profonda incertezza, non esita a dare timidi segnali di risveglio.
Il discorso di Greenspan potrebbe, ad una prima lettura, indicare un’impostazione negativa, mentre a nostro avviso non fa che confermare ciò che i mercati stanno già indicando e scontano nelle loro valutazioni. Gli indici delle principali borse mondiali hanno recuperato dai minimi una situazione di forte sottovalutazione, raggiungendo intorno all’inizio di dicembre ‘01 i massimi di periodo o quantomeno valori che sono più alti di quelli attuali. In effetti, l’economia con una serie di dati macroeconomici non ha fatto altro che avallare, successivamente, l’anticipata partenza dei mercati azionari. Anche l’obbligazionario ha visto nell’ultimo periodo una risalita dei rendimenti.

La preoccupazione del Governatore della Fed riguardano l’attuale situazione macroeconomica incerta, poiché la vera incognita non è legata all’andamento della domanda, ma alla dinamica dell’offerta. E il segnale che Greenspan ha voluto lanciare è proprio questo: i significativi rischi dell’economia americana potrebbero arrivare proprio dalle prossime settimane a partire da questa, con l’inizio delle comunicazioni dei risultati del quarto trimestre 2001 delle aziende e con la prossima tornata di dati macroeconomici riguardanti le imprese. Infatti, è stato puntato il dito sulla debolezza persistente di profitti e investimenti e sull’andamento delle scorte aziendali. Anche se la domanda si mantiene stabile, con la spesa per consumi e la fiducia dei consumatori che tiene, complice la forte riduzione dei prezzi e l’offerta di finanziamenti a tasso zero, fin tanto che le aziende non ricominceranno a investire e a ricostruire le scorte di magazzino in virtù di una consolidata ripresa economica, gli attuali valori dei prezzi azionari potrebbero non rispecchiare le stime degli utili aziendali che dalla prossima settimana potrebbero subire delle revisioni al ribasso. Ed ecco il rischio a cui potrebbe andare in contro l’economia americana: la domanda potrebbe non “resistere” molto in questo limbo, a minarla c’è la perdita dell’effetto ricchezza dovuto ai portafogli azionari detenuti dalle famiglie che comincia a far incrementare la propensione al risparmio e l’aumento della disoccupazione.

Edoardo Liuni – Salvatore Provinzano
Direttori Centro Studi Assoconsulenza


Fonte: Newsletter Assoconsulenza
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