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Sarà il primo matrimonio dell`anno e la Borsa sembrava non aspettare di meglio, inanellando venerdì, anche sulla spinta di questo tema, un rialzo
Sarà il primo matrimonio dell`anno e la Borsa sembrava non aspettare di meglio, inanellando venerdì, anche sulla spinta di questo tema, un rialzo in controtendenza con l`Europa. Protagonisti dell`affare sono Bnl e Monte dei Paschi di Siena, ormai ai capitoli finale della discussione.

Si parla ormai di un paio di settimane, e l`accordo tra Via Veneto e Rocca Salimbeni per quanto riguarda la governance e la natura dell`aggregazione dovrebbe essere messo nero su bianco.

Ieri sul listino, mentre la banca senese ha chiuso debole, perdendo alla fine l`1%, a 2,768 euro, a guadagnare gli altari è stata invece Bnl. Il titolo della banca guidata da Luigi Abete ha chiuso le contrattazioni a +5,50%, a 2,435 euro.

Del resto la scommessa è per un concambio favorevole alla banca romana in base anche alle prime indiscrezioni attribuite all`advisor di Mps, il Credit Suisse First Boston, per un rapporto compreso tra 1 e 1,08 azioni Bnl per ogni titolo Monte Paschi.

Dal canto loro i due protagonisti della vicenda frenano sulle indiscrezioni e sostengono come allo stato nulla sia stato ancora deciso dai rispettivi management. Ma sia a Roma sia a Siena non viene nascosto che le condizioni per celebrare il matrimonio ci siano ormai tutte.

Le premesse ci sono tutte. Cardine, oggetto del desiderio di Bnl e di SanPaolo-Imi è ormai finito a Torino, Banca Roma, dopo l`operazione con Bipop, viene accreditata ormai come polo a sé stante (almeno per il momento), la Banca d`Italia è favorevole al rafforzamento di un polo creditizio nell`Italia centrale, la Fondazione senese ha necessità di diluire la propria presenza nella banca e può farlo in due modi, vendendo o integrandosi con un`altra realtà, la Bnl appunto.

Proprio la priorità dell`Ente toscano e il ruolo assunto dal suo presidente dopo il rinnovo dei vertici nei mesi scorsi hanno fatto in modo che a gestire l`ipotesi di accordo siano in prima persona Giuseppe Mussari, presidente della Fondazione Monte Paschi, e Davide Croff, amministratore delegato di Via Veneto.

Neanche tra gli azionisti di Bnl ci sarebbero ostacoli all`aggregazione, secondo quanto si apprende da fonti finanziarie. Gli spagnoli del Bbva, azionisti importanti di Via Veneto, dopo aver verificato l`impossibilità a crescere in Italia attraverso l`aggregazione con Unicredit, sarebbero favorevoli ad una presenza in una realtà più grande anche impegnandosi pro quota al mantenimento della partecipazione. Generali, altro importante azionista di Bnl, non pone freni.

Anche Unipol, azionista di Siena, è disposto a mantenere la propria presenza in prospettiva della creazione di una polo di bancassurance di peso nel mercato italiano con affinità storiche e politiche già sperimentate.
Fonte: Mia economia news
http://www.bnl.it



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