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Le nuove accise applicate su alcolici e tabacco sono entrate in vigore in Bosnia ed Erzegovina a inizio gennaio; esclusi invece al momento i prodotti petroliferi, non essendo stato raggiunto un accordo in tal senso; la questione resta però aperta, perché è essenziale ai fini dell´ottenimento di un nuovo prestito dal Fondo Monetario Internazionale, informa Sarajevo Times.

Le accise infatti sono state presentate come una condizione per l´erogazione della seconda tranche del prestito, anche per il Fondo ha presentato delle obiezioni al modo in cui attualmente le accise sono distribuite. La mancata adozione del provvedimento con riferimento ai prodotti petroliferi ha comunque costituito una buona notizia per i guidatori e i distributori, anche considerando che i prezzi del carburante hanno subito negli ultimi una serie di aumenti e l´applicazione di un´ulteriore accisa avrebbe prodotto nuovi incrementi. Va sottolineato peraltro come sul prezzo della benzina in Bosnia ed Erzegovina pesino già varie accise: una personale, una per le autostrade, una per la manutenzione stradale.

La mancata introduzione della nuova accisa e la conseguente mancata erogazione della seconda tranche del prestito FMI, che ammonta a circa 80 milioni di euro, mettono a rischio vari progetti infrastrutturali, a cominciare dal proseguimento dei lavori lungo il Corridoio 5C.



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