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Mutui per la prima casa

L’anno scorso fu approvato il decreto legislativo 72/2016, che ha recepito una direttiva europea in fatto di trasparenza bancaria durante la fase di stipula di un mutuo. In pratica la banca è obbligata a compilare e consegnare al cliente un modulo denominato “Prospetto Informativo Europeo Standardizzato”, dove deve inserire ogni informazione relativa al mutuo offerto, in modo che sia possibile fare dei confronti per scegliere la migliore soluzione presente sul mercato. Le banche si sono adeguate a questo nuovo obbligo durante questi primi mesi del 2017.

Quest’anno sono rimasti in vigore alcuni strumenti di agevolazione, tra i quali il più importante è il Fondo Mutui Giovani Coppie, creato nel 2011 e che consente l'accesso ad un mutuo per la prima casa anche a chi non abbia un lavoro fisso, e di conseguenza anche la detrazione Irpef degli interessi passivi in sede di dichiarazione dei redditi.

Tutto ciò è possibile grazie alla garanzia statale sul 50% della quota capitale del mutuo richiesto. La legge Cirinnà ha esteso questa possibilità anche alle coppie di fatto, con componenti sotto i 35 anni che costituiscano un nucleo familiare da almeno tre anni. Al Fondo Mutui Prima Casa possono accedere anche i single under 35.

Surroga mutuo prima casa

Scegli il mutuo prima casa e surroga il mutuo, quando le condizioni iniziali o il mercato lo rendono possibile.

Quando si accende un mutuo, col tempo può succedere che le condizioni applicate non siano più favorevoli, in quanto altre banche, in base alla variazione delle esigenze del mercato, applicano condizioni diverse e più vantaggiose rispetto a quello che si ha in corso come, per esempio, durate più lunghe o un tasso minore, che consente anche un notevole risparmio sulla rata da pagare.

A questo punto il consumatore ha il diritto di chiedere di portare il mutuo da un’altra banca, per poter rinegoziare la rata del mutuo, i tassi di interesse e lo spread. I costi del passaggio (a par Decreto Bersani del 2007) sono a carico della nuova banca, per cui il consumatore non paga nulla. L’ipoteca passa da una banca all’altra, senza dover neanche cancellare la vecchia ipoteca per poterla sostituire con la nuova.

L’unico vincolo per la surroga è l’importo del nuovo mutuo, che non deve essere maggiore del debito residuo del vecchio. In questo caso si parla di sostituzione del mutuo e le spese (legali, del notaio e di perizia) saranno a carico del mutuatario.

La surroga conviene anche perché fiscalmente l’operazione non comporta per il mutuatario la perdita dei benefici fiscali, qualunque essi siano. I vantaggi sono molto evidenti soprattutto per quanto riguarda la prima casa, in quanto non si paga neanche l’imposta di bollo. Si può dunque affermare che la surroga è esente da spese ed imposte.



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