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Un Marketing Open Source (anche definito con l'acronimo MOS) al quale tutti possono contribuire, dall'economista all'uomo della strada, interagendo costruttivamente con le aziende.

Lo scorso 19/11/2006, con un articolo, teorizzavo un Marketing Open Source (anche definito con l'acronimo MOS) al quale tutti possono contribuire, dall'economista all'uomo della strada, interagendo costruttivamente con le aziende.

In passato altri (tipo Rubel) avevano accennato ad un marketing vagamente partecipativo, ma la mia visione prende in considerazione vari aspetti, in primis quello dell'individuazione di risorse umane valutabili sul piano meritocratico.

Ecco alcune FAQ relative alla mia idea, nonchè sintesi del testo in questione (disponibile qui http://marketingpark.blogspot.com/2006/11/il-marketing-open-source.html):

A chi si rivolge il MOS?
ad aziende in difficoltà creativa/innovativa;
ad aziende in difficoltà economica (perchè low budget, basta dotarsi di uno
strumento interattivo, tipo blog).

Perchè il MOS?
Chi frequenta assiduamente la Rete, sa quanto inascoltati siano i pareri di consumatori-rivenditori-utenti vari su questo o quel prodotto/servizio da parte di chi produce beni di consumo. Lo strabismo delle aziende può generare insoddisfazione, disaffezione e conseguente abbandono del brand a favore di altri più rispondenti alle proprie esigenze. L'abbandono di un brand genera a sua volta altri disastri di natura economica.

Le aziende con attitudine "all'ascolto", invece, che vorrebbero cioè poter attuare sondaggi e valutazione del gradimento presso clientela/utenza proprio al fine di migliorarsi, potrebbero magari desistere dall'intento temendo gli alti costi di consulenti e società di rilevamento.

Come si applica il MOS?
Con uno strumento interattivo tipo blog, con pagine dedicate ai singoli prodotti/servizi in catalogo/commercio. Per ogni "referenza" il visitatore può lasciare (previa registrazione con dati personali e fiscali) suggerimenti sui temi: Promozione, Comunicazione, Pubblicità, Packaging, Marketing, commercializzazione, innovazione/migliorabilità etc. Le informazioni fornite saranno pubbliche e suscettibili di eventuali commenti e contributi.

Se l'azienda applicherà interamente o in parte un'idea, essa corrisponderà un premio significativo (in natura o in danaro) al suo legittimo autore.

Effetti positivi del MOS.
Coinvolgimento e fidelizzazione al brand;
Riduzione dei costi di consulenza;
Accesso ad idee immediatamente applicabili;
Individuazione di talenti testati sul campo che potrebbero contribuire con la loro intelligenza, esperienza ed educazione dal mondo intero. Le aziende abbatterebbero i costi di consulenti e/o dipendenti (nonchè i tempi morti), e tutti sarebbero consulenti di tutti, senza confini geografici o sociali. La diffusione della conoscenza sarebbe totale.

Ebbene.
Il "mio" Marketing Open Source, che ai più sarà sembrato solo una visione di tardo autunno, fu allora generato anche dalla mia necessità di dare una risposta - certamente provocatoria - a chi mi chiedeva l'ennesima soluzione low cost o zero budget, suggerendo non un Marketing-fai-da-te ma il Marketing-fatelo-voi.

La pubblicazione di quel post (ripreso poi da alcune testate del settore) ha scatenato un certo interesse (testimoniato da molti contatti in via privata) e, segno che i tempi sono ormai maturi per intraprendere un Marketing più sperimentale e trasparente - grazie anche alla sempre maggiore diffusione del Web 2.0 -, altri sono già al lavoro per le variazioni sul tema.

Dopo alcuni giorni, sul n° 51 del 20/11/2006 di Economy (l'interessante articolo è a pag. 124) si leggeva: "i consumatori possono dare indicazioni preziose che vanno dalla produzione al packaging, dalla pubblicità alla comunicazione".

Si racconta, inoltre, della danese Lego a corto di idee per la nuova linea "robotica", che ha selezionato tra 100 suoi fan i quattro progettisti da coinvolgere nella produzione di nuovi prodotti con accordo di collaborazione, ed opereranno da remoto, via web. La Publicis Italia lancerà ad Aprile 2007 il progetto Epicentre, ovvero "la prima comunità attiva di consumatori in Italia creata da un'agenzia di pubblicità".

Ben vengano nuove idee e varianti, meglio se - come ipotizzato dal mio MOS - foriere di opportunità lavorative (e retribuite) per chiunque metterà a disposizione delle aziende la sua intelligenza ed il suo tempo. Titti Zingone - www.marketingpark.it



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